"Non si turbi dunque il tuo cuore, e non abbia timore" (Gv 14,27). Credi in me e abbi fiducia nella mia misericordia.

AmoGesu2

«Orologio della Passione di Gesù Cristo»

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Le ore della Passione

«L’Orologio della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo» è un libro, prima molto meditato e poi pubblicato nel 1915, da Sant’Annibale Maria di Francia, con le meditazioni scritte per ubbidienza dalla Serva di Dio Luisa Piccarreta.

“Passione” vuol dire amore appassionato, che nel donarsi non fa calcoli: la passione di Cristo è il culmine di tutta un'esistenza “data” ai fratelli per rivelare il cuore del Padre. La Croce, che sembra innalzarsi da terra, in realtà pende dal cielo, come abbraccio divino che stringe l'universo. La Croce «si rivela come il centro, il senso e il fine di tutta la storia e di ogni vita umana». 

San Giovanni Paolo II  (XV Giornata mondiale della gioventù; 29 giugno 1999) 

Insegna San Bonaventura, che chi vuole crescere di virtù in virtù, di grazia in grazia, mediti sempre Gesù appassionato. Ed aggiunge che non vi è esercizio più utile per rendere un'anima santa, che considerare spesso le pene di Gesù Cristo.

S. Alfonso Maria de Liguori (L’amore delle anime)

Lettera della Serva di Dio Luisa Piccarreta a Sant'Annibale Maria di Francia

"Molto Reverendo Padre:

Ecco finalmente, le rimetto le Ore scritte della Passione, e tutto a gloria di Nostro Signore. Le accludo pure un altro foglietto in cui si contengono gli affetti, e le belle promesse di Gesù per chi fa queste Ore della Passione.

Io credo che se colui che le mediterà è peccatore, si convertirà, se è imperfetto diverrà perfetto, se è santo, si farà più santo, se è tentato troverà la vittoria, se è sofferente troverà in queste Ore la forza, la medicina, il conforto; e se l'anima sua è debole e povera, troverà il cibo spirituale ed uno specchio dove si rimirerà di continuo per abbellirsi e farsi simile a Gesù nostro modello.

E' tanto il compiacimento che ne prova Gesù benedetto dalla meditazione di queste Ore, che vorrebbe che di queste meditazioni vi fosse almeno una copia per ogni città o paese, e si praticassero; allora avverrebbe che in quelle riparazioni Gesù sentirebbe riprodursi la sua stessa voce e le sue preghiere, quali le levava al Padre suo nelle 24 ore della sua dolorosa Passione; e se ciò si facesse almeno in ogni paese o città da alquante anime, Gesù pare che mi faccia intendere che la divina Giustizia rimarrebbe in parte placata, e verrebbero in parte arrestati e come smorzati i suoi flagelli in questi tristi tempi di strazi e di spargimento di sangue.

Faccia Lei, Reverendo Padre, appello a tutti: compia così l'operetta che il mio amabile Gesù mi ha fatto fare.

Onde le dico pure che lo scopo di queste Ore della Passione, non tanto è di raccontare la storia della Passione, perché molti libri ci sono che trattano questo pietoso argomento, e non sarebbe stato necessario farne un altro; ma lo scopo è la riparazione, unendo assieme i diversi punti della Passione di Nostro Signore con la diversità di tante offese, e insieme a Gesù farne degna riparazione, rifacendoLo quasi di tutto ciò che le creature tutte Gli debbono; e da ciò i diversi modi di riparare; in queste Ore cioè, in alcuni tratti si benedice, in altri si compatisce, in altri si loda, in altri si conforta il Penante, in altri si compensa, in altri si supplica, si prega, si domanda.

Quindi rimetto nelle sue mani il far conoscere lo scopo di queste ore a chi le leggano."

Prefazione scritta da Sant’Annibale Maria di Francia

Messina 29 Ottobre 1926

Indispensabile a leggersi per comprendere la suprema importanza di quest'opera che da quanto si vedrà potrebbe essere chiamata Libro di Cielo.

S'intraprende con questa prima stampa la pubblicazione di più di 20 volumi manoscritti di sublimi rivelazioni, che piamente si crede salvo sempre i giudizi della S. Chiesa essere state fatte da Nostro Signore Gesù Cristo, ad un'anima sua carissima figlia e discepola, la quale è la pia autrice dell'Orologio della Passione.

Fin d'ora si fa sapere che queste rivelazioni, le quali seguitano e seguiteranno, non sappiamo quanto, hanno di mira stabilire sulla Terra: Il Trionfo completo del Regno della Divina Volontà.

Chi è questa figlia e discepola prediletta di Nostro Signore, che fu autrice dell'Orologio della Passione, ed ora ha tracciato 20 volumi di Rivelazioni divine?

Noi non sappiamo dare i connotati, nome, cognome, domicilio ecc. perché sarebbe un prostrarla nella più fiera delle afflizioni, nel più sensibile abbattimento di anima e di corpo.

Essa vuole vivere solitaria, nascosta ed incognita. Per nessun patto al mondo avrebbe posto in iscritto le intime e prolungate comunicazioni con Gesù adorabile, dalla più tenera età fino ad oggi, e che seguitano ancora chi sa fino a quando, se nostro Signore stesso non l'avesse replicatamene obbligata, sia da per Sé, sia per mezzo della santa ubbidienza dei suoi Direttori, alla quale si arrende sempre con immensa sua violenza, e insieme con grande fortezza e generosità, perché il concetto che essa ha della santa ubbidienza, Le farebbe rifiutare anche un ingresso in Paradiso, come effettivamente avvenne e si riscontrerà nelle rivelazioni dell'11 e 30 Ottobre del 1909.

Graziose oltremodo sono le apostrofi e i discorsi che fa con la Signora Obbedienza, come essa la chiama, quasi voglia rifarsi dalla soggezione a cui è costretta. Or le parla come a gran Principessa e Regina, che severamente s'impone, or la raffigura ad un Guerriero potentissimo, che si arma di tutto punto, e colpisce appena lo si voglia contraddire.

La sostanza è che quest'anima è in una lotta tremenda tra un prepotente amore al nascondimento, e tra l'inesorabile impero dell'Obbedienza a cui assolutamente deve cedere. E l'Obbedienza la vince sempre.

E questo costituisce uno dei più importanti caratteri di uno spirito vero, di una virtù soda e provata, poiché si tratta di una quarantina di anni, in cui con la più forte violenza contro sé stessa, si sottopone alla gran Signora che la domina!

Quest'anima solitaria è una vergine purissima, tutta di Dio, che apparisce come oggetto di singolare predilezione del Divin Redentore Gesù.

Nostro Signore che di secolo in secolo accresce sempre più le meraviglie del suo Amore, pare che di questa vergine, che Egli chiama 'la più piccola che abbia trovata sulla terra', destituita di ogni istruzione, abbia voluto formare un istrumento adatto per una Missione così sublime, cui nessun'altra si potrà paragonare, cioè il trionfo della Divina Volontà sull'Universo Orbe, in conformità a quanto è detto nel Pater Noster: Fiat Voluntas tua, sicut in Coelo et in terra.

Questa vergine del Signore da più di 40 anni, dacché era ancora adolescente, è stata posta a letto come vittima del Divino Amore. Quello è stato letto di una lunga serie di dolori naturali e soprannaturali e d'inebriamenti della Carità eterna del Cuore di Gesù. Origine dei dolori eccedenti ogni ordine di natura, è stata quasi continuamente un'alternata privazione di Dio, quella che costituisce la notte oscura dello spirito, chiamata dal mistico Dottore S. Giovanni della Croce: amara e terribile, da equipararla alle pene che soffrono le anime del Purgatorio per la privazione di Dio. Egli la paragona in certo modo, ad un soffocamento dell'anima, come a chi mancasse il respiro, poiché il respiro dell'anima è Dio, giusta il detto di Geremia Profeta: Christus spiritus oris nostri. (Gesù Cristo fiato della nostra bocca).

Nel prosieguo di queste pubblicazioni si leggeranno lamenti di questa colomba ferita che cerca il suo Diletto, così intimi, acuti, sensibili, da sentirsi presi da una profonda impressione per questa Vittima del Divino Amore. Ma si squarcia alle volte il denso velo, l'anima vede Gesù, si abbracciano, si felicitano, l'anima domanda il mistico bacio della Sacra Sposa dei Cantici. Qualche volta l'inebriamento è tale, che nel delirio dell'Amore, la resistenza umana si infiacchisce, e l'anima esclama: "Basta, basta, non più, Signore, che non più mi fido di sostenere", siccome un giorno esclamava in simili casi, S. Francesco Saverio.

Tutte queste operazioni dell'Amore Divino, avvengono per lo più nel silenzio della notte, e il domani dopo la S. Comunione, dopo la quale se ne sta chiusa e riconcentrata per un paio di ore. Ai patimenti dell'anima si aggiungono anche quelli del corpo, di cui la massima parte allo stato mistico.

Senza che nessun segno apparisca nelle mani, nei piedi e nel costato, o sulla fronte, essa riceve da Nostro Signore stesso, una frequente crocifissione. Gesù stesso la stende sopra una croce e le conficca i chiodi. Allora avviene in essa quello che dice S. Teresa quando riceveva la ferita del Serafino, cioè: un sensibilissimo dolore da farla venir meno, e nel tempo stesso uno inebriamento di amore.

Ma se Gesù così non facesse, sarebbe per quest'anima un patire spirituale immensamente più grande, perché, come la Serafina del Carmelo, dice anch'essa: "O patire, o morire". Ecco un altro segno del vero spirito.

Più volte apparendole Nostro Signore coronato di spine, astraendola prima dai sensi, essa, con bel garbo, Gli toglie la spinosa corona, e se la conficca nella testa, provandone atroci spasimi, ma contentezze mistiche.

Nel progresso di queste pubblicazioni si resterà attoniti nell'apprendere una famigliarità straordinaria di Nostro Signore con quest'anima, da non invidiare nulla né a S. Geltrude, né a S. Metilde, né alle Sante Margherite, e a qualsiasi altra. Spesso come osserva in simili casi il Dottor mistico sopra citato, la famigliarità e intrinsichezza con cui Nostro Signore tratta quest'anima, la rende ardita di usare certe espressioni, e certe pretese che parrebbero soverchie, se non si considerasse che Gesù Adorabile, nel campo della Fede, ci ha dato riprove del suo amore, anche maggiori di quante se ne possano rinvenire nei colloqui familiari tra Gesù e qualsiasi anima privilegiata.

Basterebbe per tutto l'essersi dato a noi fin'anco in cibo, nella Santissima Eucaristia.

Dopo quanto abbiamo accennato della lunga continua dimora di anni ed anni in un fondo di letto nella qualità di vittima con partecipazione di tanti dolori spirituali e fisici, potrebbe parere che la veduta di tale incognita vergine dovrebbe essere qualche cosa di affliggente, come il vedere una persona giacente con tutti i segni di patiti dolori e di attuali sofferenze e simili.

Eppure qui sta qualche cosa di ammirabile. Questa Sposa di Gesù crocifisso che la notte la passa nelle estasi dolorose e nei patimenti di ogni genere, nel vederla poi nella giornata mezzo seduta in letto, lavorando di ago e di spillo, nulla, nulla trasparisce, il menomo nulla di una, che la notte abbia tanto sofferto, nulla nulla di aria di straordinario, di sovrannaturale. Invece la si vede in tutto l'aspetto di una persona sana, lieta, e gioviale. Parla, discorre, occorrendo ride, accoglie però poche amiche.

Talvolta qualche cuore tribolato le si confida, le domanda preghiere. Ascolta benignamente, conforta, ma giammai si avanza a farle da profetessa, giammai una parola che accenni a rivelazioni. Il gran conforto che essa presenta, è sempre uno, sempre lo stesso argomento: la Divina Volontà.

Sebbene non possegga alcuna umana scienza, pure è dotata in abbondanza da una Sapienza tutta celeste, della Scienza dei Santi. Il suo parlare illumina e consola.

Di sua natura non è scarsa d'ingegno. Di studi quand'era piccola, fino alla prima classe; il suo scrivere è zeppo di errori, quantunque non le manchino termini appropriati in conformità alle Rivelazioni, che pare glieli infonda Nostro Signore.

Contemporaneamente alle sublimi Rivelazioni sulle Virtù in genere, e sulla Divina Volontà in specie, quest'anima da più anni, la notte, entrava nella contemplazione dei Patimenti di Nostro Signore Gesù Cristo, aggiungendovisi le notizie distinte di molte scene della Passione.

Il sistema era quello di percorrere le 24 ore dell'Adorabile Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, che cominciano con la Cena Legale, e terminano con la Morte di Croce.

Queste visioni erano qualche volta intermezzate da apposite Rivelazioni di Nostro Signore.

Siccome nulla si era pubblicato delle Visioni e Rivelazioni di quest'anima, così essa nella mira eccessiva di voler tutto nascondere, temendo che una pubblicazione anche anonima, la potesse scoprire, pretendeva di seppellire in sé stessa questo Tesoro di conoscenze divine, di sovrumana compassione, di sovrumana sorgente dei più amorosi affetti.

Ma il suo Padre Spirituale le mise davanti la maestosa Signora Obbedienza, il fortissimo Guerriero di tutto punto armato; e Nostro Signore stesso la stimolava alla pubblicazione pel bene di tante anime.

Vi si arrese, e all'autore di questa Prefazione fu affidata la stampa degli scritti che essa mise in carta su così importante argomento.

Appena comparve la prima Edizione di questo ammirabile Trattato delle 24 Ore della Passione di Nostro Signore, parve evidente la Benedizione di Dio. In poco tempo se ne esaurirono le copie, che allora furono 5000, senza che si spedissero a precisi indirizzi; bastava spedirne una a qualche persona devota, perché ci cominciassero a venire delle richieste. Fu fatto un avviso nel Periodico di nostro Orfanotrofi Antoniani "Dio e il Prossimo" sotto il nome di un Libro d'oro, e subito le richieste aumentarono, in modo che l'Edizione venne ben presto esaurita.

L'Eminentissimo Cardinal Cassetta, di felice memoria, al quale direttamente non si era mai spedito, ce ne richiese 50 copie in una volta.

Si passò alla 2a Edizione più numerosa, e poi alla 3a. L'una e l'altra rapidamente furono esaurite.

Per ragioni di propaganda, la vendita si faceva a prezzi moderati, da uscirne con la sola spesa.

In quel tempo ci avvenne un fatto gradito, che ricordiamo con piacere.

Giunse direttamente a me, una lettera dal Vaticano, scrittaci da quell'angelico Vescovo, oggi Nunzio Apostolico del Venezuela, e allora Segretario del Vescovo Mons. Tacci, (che oggi è benemerito Cardinale), il quale fu Mons. Cento, consacrato poi Vescovo di Acireale, e che forse sarà Cardinale di Santa Chiesa, o chi sa anche, da qui a lunghi anni che speriamo passino sul venerando capo di Pio XI, potrebbe essere, il Pastor Angelicus delle Profezie da chi credute, e da chi no, del Vescovo d'Irlanda, Malachia. Nessun precedente era passato tra me e sì amabile Personaggio.
In quella lettera egli si mostrava entusiasta della lettura dell'Orologio della Passione di persona incognita; e mi pregava di svelargliene il nome e l'indirizzo della stessa, perché voleva mettersi in relazione di cose di spirito.In verità non mi seppi negare. Ma egli non si contentò delle relazioni epistolari, bensì volle recarsi di presenza a visitare la Eletta del Signore. Anzi per legittimare quel suo viaggio così lontano, si offrì per la predicazione di un Triduo al Cuore Ssmo di Gesù, nella Chiesa Madre. Egli fu ogni giorno, accanto al letto della pia Autrice, in discorsi di spirito, e con suo grande contento. Partito da quel paese, conservò sempre la più gradita memoria di quest'anima tanto cara a Gesù.

Esaurita la 3a Edizione, si venne alla 4a accresciuta di altri scritti della Serva di Dio. Questa volta la stampa fu eseguita nella nostra Tipografia, gestita dalle Suore del mio Fidato in Messina, e se ne sono tirate 15000 copie. Replicato l'avviso, le richieste sono pervenute in tutte le nostre Case. Non è senza ragione che questo libro abbia suscitato tanto entusiasmo, perché è dettato con tali trasporti di amore, con tale penetrazione dei patimenti del Verbo Umanato, che rapisce l'animo di chi lo legge, e molto più di chi lo medita.

Ma si ha di più un innegabile concorso della Grazia che potrebbe dirsi che voglia due cose. Una consiste nelle estese Riparazioni di tutti i peccati del mondo di ogni specie, riprodotte da quelle stesse che presentava il Signor Nostro Gesù Cristo, interiormente, nel tempo della Sua acerbissima Passione, all'Eterno Suo Padre. Per queste riparazioni dell'Autrice dell'Orologio, Nostro Signore, come piamente si crede, ha promesso a chi medita queste ore, e dove si meditano, molte esenzioni di divini castighi.

Un'altra mira divina sia appunto questa della placazione della Divina Giustizia, il perdono dei flagelli che il Signore prepara.

In prosieguo di queste pubblicazioni che intraprendiamo, vi sono capitoli che preludono a divini flagelli, di terremoti, di guerre, di fuoco, di nubifragi, di devastazioni dei campi, di epidemie, di carestie, e simili. Tutto, tutto è stato predetto parecchi anni prima, e tutto si è avverato, e molto resta ancora da avverarsi. Ma lo stato di vittima di quest'anima, e le sue preghiere e le sue lagrime, le sue sofferenze, le sue arditezze di amore con Gesù, una parte di flagelli hanno risparmiato, e ne risparmieranno ancora.

Una nota del gran distacco di quest'anima da ogni cosa terrena, si è l'aborrimento e la costanza di non accettare qualunque dono o in denaro o in altro.
Più di una volta, persone che hanno letto L'Orologio della Passione, e si è svegliato in loro un senso di sacro affetto per quest'anima solitaria e sconosciuta, mi hanno scritto di volerle inviare del denaro. Ma essa si è opposta così recisamente come se le avessero fatto un'offesa.

Il suo vivere è molto modesto. Essa possiede poco, vive con un'amorevole consanguinea che l'assiste. Il poco che possiede, non bastando per affitto di casa, e pel mantenimento indispensabile, in questi tristi tempi, di caro vivere, essa lavora tranquillamente, come innanzi abbiamo detto, e trae qualche guadagno dal suo lavoro, e del tutto deve fruirne specialmente la sua amorevole consanguinea; poiché in quanto ad essa non ha da fare spese per vestiti, o per calzature; il suo cibarsi è di poche once al giorno, quale le viene presentato dall'assistente, perché essa non ordina nulla, e per di più, dopo qualche ora che ha preso lo scarso cibo, lo rimette.

Però il suo aspetto non è di una morente, ma neanche di una persona perfettamente sana. Eppure non sta inerte, ma consuma le forze, sia con le sovrumane vicende del patire e dell'affaticarsi la notte, sia con lavoro di giorno. Il suo vivere quindi si riduce quasi ad un miracolo perenne. Al suo gran distacco di ogni guadagno che non procacci con le sue mani, si deve aggiungere la sua fermezza di non aver mai voluto accettare un tanto, che di diritto le apparterrebbe come proprietà letteraria, sull'Edizione e vendita dell'Orologio della Passione.
Pressata da me a non rifiutarlo, ha risposto: "Io non ho nessun diritto, perché il lavoro non è mio, ma è di Dio". Io non passo avanti.

La vita è più celeste che terrena di questa Vergine Sposa di Gesù, che vuol passare nel mondo ignorata e sconosciuta, non cercando che Gesù solo e la sua SSma Madre, che essa chiama la Mamma, la quale ha preso di quest'anima eletta una particolare protezione.

Mano mano che con l'aiuto del Signore verranno pubblicati i suoi voluminosi manoscritti, dettatele da Nostro Signore, dalle tenerezze con cui la tratta Gesù, dalle dolci parole con cui la chiama, dai celesti abbracciamenti, e dalle sue amorose corrispondenze, si rileveranno cose ammirevoli delle virtù singolari di quest'anima, che forse un giorno, uscendo trionfante da gl'infallibili giudizi della S. Chiesa, sarà posta sugli altari, e protezione di molti e molte.

Questi scritti che ci furono affidati dalla Serva del Signore, per ordine autorevole di Mons. Arcivescovo, cui essa appartiene, si possono dividere in tre parti.

La prima è un breve sunto della sua Infanzia e Giovinezza, prima che fosse condannata a guardare il letto. E' un vero succinto, scritto ultimamente per obbedienza, senza la quale a nessun patto al mondo avrebbe rivelato quelle sue antiche memorie. Ma sono notizie che fanno conoscere come Nostro Signore la predestinava a cose altissime.
Quand'ebbe questa ubbidienza, essa si consultò con Nostro Signore, e avrebbe voluto che le avesse fatto passare questo calice senza beverlo. Ma Nostro Signore appoggiò l'ubbidienza, ed ecco come essa accenna la cosa...

La seconda parte dal volume 1° al volume 10° è formata di scritti che rimontano alla sua vita giovanile; e in essi cominciano le Rivelazioni attribuite a Nostro Signore, che la istruisce sugli avviamenti alle pratiche di pietà, alla mortificazione e all'esercizio di tutte le sante virtù della Fede, della Speranza, della Carità, dell'umiltà, della Purità, dell'Obbedienza, della Mansuetudine, della costanza nel bene operare, sull'Amor Divino e simili. Sono mirabili lezioni che rivelano uno spirito più che umano, con una dettatura oltremodo semplice.

La 3a parte racchiude tutto lo scopo per cui il Signor Nostro Gesù Cristo volle scegliersi un'anima come strumento della Sua mano onnipotente, volle plasmarla a suo modo e farne un veicolo per manifestare al mondo una dottrina tutta nuova ad illuminazione di ciò che voglia dire Divina Volontà e preparare così il gran trionfo del terzo Fiat sulla terra.
Il primo Fiat trasse dal nulla l'Universo creato.
Il secondo Fiat sulle purpuree labbra della Santissima Vergine Maria salutata dall'Angelo, va unita la Incarnazione del Verbo Divino nel purissimo Seno di Lei e la susseguente Redenzione del genere umano.
Il 3° Fiat ce lo lasciò N.S.G.C. nella gran Preghiera del Padre Nostro con quelle divine parole: "Fiat Voluntas tua sicut in Coelo et in terra". (Si faccia la tua Volontà, o Signore, come in Cielo così in terra).

Questa supplica del 3° Fiat che da venti secoli risuona sulle labbra dei figli della S. Chiesa, nel Sacerdozio Regale del gran Sacrificio della S. Messa, questa supplica, nonostante tutte le umane opposizioni ed iniquità, deve avere il suo gran compimento. Non può restare inesaudita. Tutti i Santi, tutti i Dottori, tutti i Predicatori, tutti gli Espositori della Teologia ascetica, hanno decantato come il sommo della perfezione, l'adempimento della Volontà di Dio. Si sono assegnati tre gradi di uniformità ai Divini Voleri, di conformità agli stessi e di trasformazione, ovvero di annientamento della nostra volontà alla Divina.
Ma le rivelazioni che riempiono volumi manoscritti dell'Autrice della Passione, su questo argomento, hanno l'impronta di una istruzione tutta nuova e celeste e sempre nel modo più facile e persuasivo. I paragoni, le similitudini illustrano in modo mirabile questa dottrina dettata alle volte in forma autorevole che fa ricordare il detto di S. Giovanni nel Vangelo: "Gesù insegnava con autorità".

Alle tre parti dell'uniformità, della conformità e della trasformazione, questa nuova dottrina aggiunge una quarta qualità in cui tutto riassume, non espressa fin'ora da nessuno scrittore, ma che arieggia in certo modo nei Libri Santi specialmente nel Salmista e nell'Apostolo delle genti. Questa si è: operare in tutto nella Divina Volontà.
Questa formula in sul primo apparire nei due trattatini dell'Orologio della Passione è parsa a molti, anzi potremmo dire a tutti, come poco comprensibile. Eppure qualche cosa dovrebbe comprendersene a prima vista dal considerare la preposizione in sia articolata o no la quale apre il varco a gran significati. Il simbolo degli Apostoli ci fa dire: "Credo in Dio Onnipotente", il che è ben diverso dal dire: "Credo Dio Onnipotente" o "al Dio Onnipotente".

Parecchi dopo la lettura dell'Orologio della Passione, hanno domandato spiegazioni che significherebbe quell'operare e vivere nella Divina Volontà. Questi mirabili scritti, che piamente crediamo essere dettati dall'Umanato Verbo Divino, conducono mano mano chi li legge con Fede sempre di amore, alla intelligenza di questa formula. In molte maniere le rivelazioni aprono nuovi orizzonti fin'ora non contemplati sui misteri della Volontà Divina e sull'operare e vivere in essa. E una cosa è certa, che anche prima che si arrivasse alla totale conoscenza di ciò che significa operare e vivere nel Divino Volere, chi legge questi scritti non può non restare innamorato della Volontà di Dio, non sentire nuovi gagliardi impulsi e un impegno divino di trasformare tutto se stesso nella Divina Volontà.

Queste rivelazioni direbbero che questa scienza della Divina Volontà formerà dei Santi di una perfezione più sublime di tutti i Santi che mai vi siano stati. Se questa espressione a taluno possa parere esagerata, io lo chiamo a leggere il trattato della Ssma Vergine Maria del Beato Luigi M. Grignon dove troverà una pagina nella quale è detto che dovranno sorgere nella S. Chiesa uomini di una santità al cui confronto i più grandi Santi della Chiesa non saranno che arboscelli dinanzi a grandiosi alberi.

Queste predizioni ci richiamerebbero la dottrina del libro del Roleng teologo tedesco: libro tradotto in francese e dal francese in italiano offerto al Santo Padre Pio X che scrisse una lettera di lode al traduttore encomiando insieme gli studii fatti dal Roleng sulla Santa Scrittura, sopra avvenimenti futuri.

Sarà forse allora che avverrà il trionfo del Fiat con un solo ovile ed un solo Pastore? Comunque sia Iddio prepara sempre i suoi trionfi universali con trionfi parziali. Egli ha lavorato quest'anima sconosciuta e l'ha trasformata nel Suo Divino Volere in modo che dalla volontà dell'anima e di quella di Gesù adorabile si è formata una volontà sola: la Volontà Divina.

Chi sa quante anime si formeranno con questa celeste dottrina prima che venga il suo universale trionfo!

Di sentimenti così intimi e dalle disposizioni così amorose di quest'anima, voi passerete nei sentimenti e nelle disposizioni stesse di Gesù Cristo Signor Nostro, nelle 24 Ore in cui pativa per nostro amore. Ed è impossibile che in questo compassionevole esercizio l'anima non si incontri con la dolentissima Madre Maria, e non si unisca alla stessa compassione e agli stessi affetti incomprensibili dell'Addolorata Madre di Dio! Sarà un vivere con Gesù penante e con Maria compaziente, e un accoglierne gli immensi eterni beni per sé e per tutti!

Che dire del gran mezzo che sarebbe questo per ogni Comunità Religiosa per avanzarsi in santità, per conservarsi, per crescere in numero di anime elette, e per aversi ogni più verace prosperità? Quanto impegno dunque ogni Comunità dovrebbe avere di praticare costantemente questo pio esercizio! E le anime di quella Comunità che giornalmente si avvicinano alla Sacra Mensa, farebbero la Santa Comunione con tali disposizioni di fervore, e con amore a Gesù, che ogni Comunione sarebbe un rinnovato sposalizio dell'anima con Gesù nella più intima e crescente unione di amore!

Se Gesù per un'anima sola che facesse queste Ore, risparmierebbe castighi a quella città e farebbe grazie a tante anime quante sono le parole di quest'Orologio doloroso, quante grazie potrebbe sperare una Comunità, da quanti difetti e rilasciamenti sarebbe guarita o preservata, e di quante anime procurerebbe la santificazione e la salvezza praticando questo pio esercizio!

Vi fosse in ogni Comunità un'anima, che si applicasse a praticarlo con più attenzione nel giorno, anche alle volte in mezzo alle giornaliere occupazioni, e la sera e la notte con un po' di veglia!
Ma sarebbe il colmo del divino e massimo profitto per la Comunità e per tutto il mondo, se un tale esercizio venisse praticato da tutte a turno di giorno e di notte!

P. Annibale Maria Di Francia

Modi raccomandabili per fare “Le Ore della Passione”.

(Continuando con la sua Prefazione, Sant’Annibale ci propone alcuni modi molto raccomandabili per fare “Le Ore della Passione”.)

Sembrerà a taluno cosa malagevole, se non impossibile, praticare questa devozione dell'Orologio doloroso. Come mai, potrà dire alcuno, si può stare ogni giorno a meditare 24 ore, dalle 17 di oggi alle 17 di domani, e poi ricominciare da capo? Certo che ciò è umanamente impossibile. Diciamo umanamente, perché con un soccorso speciale della Divina Grazia, questa meditazione continua, ininterrotta, è quella che ha fatto e fa da tanti anni quell'Anima solitaria che ha scritto la presente operetta.

Ma senza pretendere noi tanto, la meditazione delle 24 Ore della Passione, Morte e sepoltura di Nostro Signore Gesù Cristo, può farsi in diverse maniere adattabili, secondo le diverse condizioni e circostanze.

Prima Maniera

La prima di queste maniere adattabile per persone che fanno vita piuttosto ritirata e contemplativa, o in Monastero o in casa, (e certamente sono poche), sarebbe di leggere dapprima questo libro dell'Orologio della Passione tutto per intiero, un tratto alla volta, in varii giorni, per come si può, e meditando. Dopo averlo così terminato per intiero e formatosene un'idea di tutto, la persona devota si metterà davanti ad ogni ora il titolo e il contenuto di quell'ora; e quando non possa far di meglio, attese le altre indispensabili occupazioni della giornata, curerà almeno di tener presente il mistero di ogni ora successivamente, raccogliendosi con la mente alla Divina Presenza, e accompagnandovi qualche giaculatoria interna. A tal uopo gioverà molto il ritenere a memoria l'Orario delle 24 ore col mistero relativo, o tenere in vista l'elenco delle ore. Che, se potrà, in alcune ore, dare uno sguardo al relativo mistero e riscontrarlo nel libro, sarà tanto di meglio. Applicandosi l'anima con questa intenzione ed attenzione, e perseverando, non le mancherà l'aiuto della Divina Grazia.

Ciò vale per il giorno; ma nella notte, essendo indispensabile il dormire, almeno da cinque o sei ore, la persona devota potrà, prima di andare a letto, leggere una o due delle Ore in anticipo; (la cui lettura non supera i sessanta minuti, come abbiamo detto). Delle altre Ore, che appartengono alla notte, leggere almeno i titoli; indi formare l'intenzione che, dormendo in quelle ore di notte, intende con lo spirito meditare le Ore che non può meditare vegliando. Nostro Signore, nella sua infinita Bontà, gradisce questa intenzione come se fosse la stessa azione.

Seconda Maniera

Persone che siano bastantemente occupate nella giornata per molteplici affari anche casalinghi, potrebbero praticare questo pio esercizio in altra maniera più adatta per loro. Ammettiamo, come certo, che si vogliano applicare almeno per un'ora al giorno, alla lettura e meditazione della passione di Nostro Signore Gesù Cristo, anche in due volte, cioè mezz'ora la mattina e mezz'ora la sera. Costoro invece di scegliere altro libro, sceglierebbero questo, e cominciando dalla prima pagina del presente Orologio doloroso, ne leggerebbero e ne mediterebbero alquante pagine per una trentina di minuti, e poi nella seconda mezz'ora della sera seguiterebbero le pagine seguenti; e così ogni volta sempre in continuazione, finché in un numero di giorni l'avrebbero tutto esaurito. Allora lo ricomincerebbero da capo per esaurirlo di nuovo, e poi nuovamente da capo; e così seguiterebbero per alquanti mesi. Quando poi si avrebbero così formata l'idea di tutto l'Orologio della Passione, potrebbero benissimo seguitare la solita meditazione di trenta minuti la mattina e trenta minuti la sera, variando al solito le Ore, ma per le altre ore della giornata e della notte leggerebbero i titoli, e metterebbero la intenzione di voler meditare d'ora in ora quei misteri, cioè anche in mezzo alle occupazioni, e dormendo la notte intenderebbero intenzionalmente meditare quei misteri corrispondenti di cui leggerebbero o ricorderebbero in mente i soli titoli. Trattandosi però del venerdì, sarebbe desiderabile che si meditasse la Crocifissione e le tre ore di agonia sulla Croce.
Va bene inteso che questa lettura o meditazione, come qualunque orazione mentale, va accompagnata da preparamento, indi da affetti, atti di amore e simili, e poi bisogna fare il ringraziamento.

Terza Maniera

Un metodo per esaurire tutte le Ore della Passione di giorno e di notte, sarebbe quello di associarsi 24 persone in questo esercizio, e prendersi ognuna una Ora. Quelle cui toccherebbe le ore di notte, potrebbero ognuna fare la sua Ora con anticipo la sera, e poi mettere la intenzione di ripeterla nell'ora corrispondente, anche nel sonno. Che se poi si trovassero otto persone fervorose e disposte ciascuna ad un'ora di veglia la notte per amore di Gesù Cristo, che passò tutte le notti in orazione per noi, oh allora, dalle 10 di sera alle 6 del mattino, queste otto persone farebbero ognuna l'Ora assegnata, e così tutte le 24 Ore sarebbero praticate in continuazione con grande gradimento di Nostro Signore, con grande profitto delle 24 praticanti, e con bene di tutta la S. Chiesa militante e purgante e gloria della Trionfante!

Con un po' di buona volontà questo santo esercizio, in questa maniera, potrebbe essere praticato nelle Comunità Religiose osservanti, le quali ne riceverebbero particolari benedizioni dal Sommo Dio.

 

Non è necessario fare l’Ora della Passione all’ora corrispondente del giorno. Ad esempio, se a una persona tocca l’Ora dalle 3 alle 4 del mattino può spostarla ad un altro momento del giorno che le sia possibile e conveniente.

La maggior parte della gente non può disporre del suo tempo a volontà, sia per i doveri che ciascuno può avere sia per il bisogno di dormire bene, per non incorrere in alcuna situazione difficile o perfino pericolosa se si arrivasse a trascurare il sonno. Ad esempio: se una persona si sveglia ogni notte alle 3 del mattino per fare l’Ora della Passione, il giorno dopo potrebbe accadere che abbia difficoltà a rimanere desto e può pertanto provocare un incidente se si arrivasse a non dormire nemmeno un istante. Oppure, se una persona lavora non può fare una pausa durante il lavoro perché potrebbe incorrere in una mancanza grave che sarebbe motivo di licenziamento.

Comunque, non importa in che situazioni ci possiamo trovare, se possiamo mettere l'intenzione di fare l'Ora della Passione che ci corrisponde, anche quando non possiamo farla per alcuni giorni, per causa di forza maggiore.

Infatti, nella Preghiera di Preparazione prima d’ogni Ora, diciamo così:

"...E per quelle che non posso meditare, intendo offrirvi la volontà che avrei di meditarle, e intendo intenzionalmente meditarle in tutte le ore che sono costretta, o di applicarmi ai miei doveri o di dormire..." (L’Orologio della Passione, Preghiera di Preparazione.)

Questo vale anche per quei giorni in cui per circostanze di malattia oppure per cause di forza maggiore, siamo costretti a non poter fare l'Ora della Passione che gli corrisponde.

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