"Non si turbi dunque il tuo cuore, e non abbia timore" (Gv 14,27). Credi in me e abbi fiducia nella mia misericordia.

AmoGesu2

Scritti di Santi e Beati

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L'invocazione dei Santi è necessaria

Quanto si è detto delle anime purganti circa il punto, se esse possono o no pregare per noi, e se pertanto a noi giovi o no il raccomandarci alle loro orazioni, non corre certamente a rispetto dei Santi. Poiché in quanto ai Santi non può dubitarsi essere utilissimo il ricorrere alla loro intercessione, parlando dei Santi già canonizzati dalla Chiesa, che già godono la vista di Dio.

Nel che il credere fallibile la Chiesa, non può scusarsi da colpa o da eresia, come vogliono S. Bonaventura, il Bellarmino, ed altri, o almeno prossima all'eresia, come tengono il Suarez, l'Azorio, il Gotti ecc., poiché il sommo Pontefice nel canonizzare i Santi, principalmente come insegna l'Angelico è guidato dall'istinto infallibile dello Spirito Santo.

Ma ritorniamo al dubbio di sopra proposto, se vi sia anche obbligo di ricorrere all'intercessione dei Santi.

lo non voglio entrare a decidere questo punto, ma non posso lasciare di esporre una dottrina dell'Angelico.

Egli primieramente in più luoghi riportati di sopra, e specialmente nel libro delle Sentenze, suppone per certo esser tenuto ciascuno a pregare; poiché in altro modo non possono, come asserisce, ottenersi da Dio le grazie necessarie alla salute, se non si domandano.

In altro luogo poi dello stesso libro, il Santo propone appunto il dubbio: Se dobbiamo pregare i Santi, affinché intercedano per noi.

E risponde così (per far bene capire il sentimento del santo bisogna riferire l'intero suo testo):

“E' l'ordine divinamente istituito nelle cose (secondo Dionisio), che per via dei mezzi ultimi si riconducano a Dio.

Dato che i Santi che sono nella Patria, sono vicinissimi a Dio, l'ordine della divina legge richiede che noi, i quali rimaniamo ancora nel corpo pellegrinando lontano dal Signore, veniamo ricondotti a Lui per la mediazione dei Santi. Cosa che appunto avviene, quando per mezzo di essi la divina bontà diffonde a noi gli effetti suoi. (Ordinariamente i benefici di Dio ci provengono mediante i suffragi dei Santi).

E perché alla bontà di lui verso di noi deve corrispondere il nostro ritorno a Dio è opportuno che noi siamo ricondotti a Dio per la mediazione dei Santi, stabilendoli nostri intercessori e interlocutori appresso Dio e mediatori quando loro domandiamo che preghino per noi affinché di nuovo riceviamo ulteriori benefici da Lui ”.

Si notino quelle parole: l'ordine della divina legge richiede questo;

e specialmente poi si notino le ultime:

siccome per intercessione dei Santi provengono in noi i benefici del Signore;

così fa d'uopo che noi ci riconduciamo a Dio affinché dì nuovo riceviamo benefici per la mediazione dei Santi.

Sicché secondo S. Tommaso, l'ordine della divina legge richiede, che noi mortali per mezzo dei Santi ci salviamo, col ricevere per mezzo loro gli aiuti necessari alla salute.

Ed all'opposizione che si fa l'Angelico, cioè: che par superfluo ricorrere ai Santi, mentre Iddio è infinitamente più di loro misericordioso e propenso ad esaudirci, risponde, che ciò ha disposto il Signore, non già per difetto della sua clemenza, ma per conservare l'ordine retto, ed universalmente stabilito di operare per mezzo delle cause seconde.

E secondo quest'autorità di S. Tommaso, che sebbene solo Dio deve pregarsi come autore delle grazie, nulladimeno noi siamo tenuti di ricorrere anche all'intercessione dei Santi, per osservare l'ordine che circa la nostra salute il Signore ha stabilito, cioè che gl'inferiori si salvino implorando aiuto dai superiori.

Abbiamo un Avvocato se abbiamo peccato.

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. - (1Gv 2,1-2) 
 
Abbiamo un Retributore che ricompensa le opere compiute o omesse
Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male. (2Corinzi, 5,10)
 
 

Doveva soffrire molto

Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. (Mt 16,21)

 

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