"Non si turbi dunque il tuo cuore, e non abbia timore" (Gv 14,27). Credi in me e abbi fiducia nella mia misericordia.

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Scritti di Santi e Beati

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L'intercessione della Madonna

E se così è parlando dei Santi, similmente deve dirsi dell'intercessione della divina Madre, le cui preghiere appresso Dio valgono certamente più che quelle di tutto il Paradiso.

Dice infatti S. Tommaso, che i Santi a proporzione del merito con cui si guadagnarono le grazie, possono salvare molti altri; ma Gesù Cristo e Maria SS. si sono meritati tanta grazia, che possono salvare tutti gli uomini.

E S. Bernardo parlando di Maria SS. scrisse: “Per te abbiamo accesso al Figlio, o inventrice di grazia, madre di salute, affinché per tuo mezzo ci riceva Colui, che per tuo mezzo fu dato a noi”. Col che volle dire: siccome noi non abbiamo l'accesso al Padre se non per mezzo del Figlio che è mediatore di giustizia; così non abbiamo l'accesso al Figlio se non per mezzo della Madre, ch'è mediatrice di grazia, e che ci ottiene con la sua intercessione i beni che Gesù Cristo ci ha meritati.

E in conseguenza di ciò il medesimo S. Bernardo in altro luogo dice, che Maria ha ricevuto da Dio due pienezze di grazia. La prima è stata l'Incarnazione nel suo seno del Verbo eterno fatto Uomo. La seconda è stata la pienezza delle grazie, che per mezzo delle preghiere della divina Madre noi riceviamo da Dio.

Quindi soggiunse il Santo: “Iddio pose in Maria la pienezza di ogni bene in guisa che se in noi è qualche speranza, qualche grazia qualche salute, riconosciamo ridondare da Lei, che ascende dal deserto ricolma di delizie. Orto di delizie, affinché d'ogni parte si spargano e si dilatino gli aromi di Lei, i carismi, cioè, delle grazie”.

Sicché quanto noi abbiamo di bene dal Signore, tutto lo riceviamo per mezzo dell'intercessione di Maria.

E perché mai ciò? perché (risponde lo stesso S. Bernardo) così vuole Dio.

Ma la ragione più specifica si ricava da ciò che dice S. Agostino.

Egli scrisse, che Maria giustamente si dice nostra madre, perché ella ha cooperato con la sua carità, affinché nascessimo alla vita della grazia noi fedeli, come membri del nostro capo Gesù Cristo.

Ond'è che siccome Maria ha cooperato con la sua carità alla nascita spirituale dei fedeli, così vuole Dio, ch'ella cooperi anche con la sua intercessione a far loro conseguire la vita della grazia in questo mondo, e la vita della gloria nell'altro.

E perciò la Santa Chiesa ce la fa chiamare e salutare con termini assoluti: vita, dolcezza, e speranza nostra.

Quindi S. Bernardo ci esorta di ricorrere sempre a questa divina Madre, perché le sue preghiere sono certamente esaudite dal Figlio: “Fa' ricorso a Maria; lo dico francamente, certo il Figlio esaudirà la Madre”.

E poi soggiunse: “Questa, o figlioli, è la scala dei peccatori, questa la mia massima fiducia, questa tutta la ragione della mia speranza”.

La chiama scala il Santo, perché siccome nella scala non si ascende al terzo gradino, se prima non si mette il piede al secondo; e non si giunge al secondo, se non si mette piede al primo, così non si giunge a Dio se non per mezzo di Gesù Cristo, e non si giunge a Gesù Cristo che per mezzo di Maria.

La chiama poi la massima sua fiducia, e tutta la ragione della sua speranza, perché Iddio, come suppone, tutte le grazie che a noi dispensa, vuol che passino per mano di Maria.

E conclude finalmente dicendo, che tutte le grazie che desideriamo, dobbiamo domandarle per mezzo di Maria, perché ella ottiene quando cerca, e le sue preghiere non possono essere respinte.

E con sentimento conforme a san Bernardo parlano anche sant'Efrem: “Noi non abbiamo altra fiducia se non quella che è da te, o Vergine sincerissima”.

San Ildefonso: “Tutti i beni che la divina Maestà decretò di loro compartire, stabilì di consegnarli nelle tue mani. Perciocché a te sono affidati i tesori e gli ornamenti delle grazie”.

S. Germano: “Se tu ci abbandoni, che sarà di noi, o vita dei Cristiani?”.

S. Pier Damiani: “Nelle tue mani sono tutti i tesori delle divine commiserazioni”.

S. Antonio: “Chi domanda senza di essa tenta di volare senza ali”.

San Bernardino da Siena in un luogo dice: “Tu sei la dispensatrice di tutte le grazie; la nostra salute è in tua mano”.

In altro luogo non solo dice, che per mezzo di Maria si trasmettono a noi tutte le grazie, ma anche asserisce, che la Beata Vergine, da che fu fatta madre di Dio, acquistò una certa giurisdizione sopra tutte le grazie, che a noi si dispensano.

E poi conchiude: “Perciò si è che tutti i doni, le virtù, le grazie si dispensano per le mani della medesima a chi vuole, e come vuole”.

Lo stesso scrisse S. Bonaventura: “Tutta la divina natura essendo stata nell'utero della Vergine, ardisco dire, che questa Vergine dal cui seno come da un oceano della divinità derivano i fiumi di tutte le grazie, acquistò una tal quale giurisdizione sopra tutte le effusioni delle grazie”.

Onde poi molti teologi fondati sulle autorità di questi santi piamente e giustamente hanno difesa la sentenza, che non vi è grazia che a noi si dispensa, se non per mezzo dell'intercessione di Maria; così il Vega, il Mendozza, il Paciucchelli, il Segneri, il Poirè, il Crasset, e molti altri autori col dotto Padre Natale di Alessandro, il quale scrisse: “Dio vuole che tutti i beni li aspettiamo da Lui, mediante la potentissima intercessione della Vergine Madre, quando la invochiamo come conviene”

E ne adduce in conferma il riferito passo di S. Bernardo: “Questo è il volere di Colui che il tutto volle darci per Maria”.

E lo stesso dice il P. Contensone, il quale sulle parole di Gesù in croce dette a S. Giovanni: Ecco la tua madre, così soggiunse: “Quasi dicesse, nessuno sarà partecipe del mio sangue se non per intercessione di mia madre. Le piaghe sono fonti di grazie, ma a nessuno deriveranno i rigagnoli, se non per il canale di Maria. O Giovanni discepolo, tanto sarai da me amato, quanto avrai amato Lei”.

Del resto è certo, che se Dio gradisce, che noi ricorriamo ai Santi, tanto più gli piacerà che ci avvaliamo dell'intercessione di Maria, acciocché ella supplisca col suo merito la nostra indegnità, secondo parla S. Anselmo.

Parlando poi S. Tommaso della dignità di Maria, la chiama quasi infinita. Onde a ragione dicesi, che le preghiere di Maria sono più potenti appresso a Dio, che le preghiere di tutto il Paradiso insieme.

Terminiamo questo primo punto, concludendo insomma da tutto quel che si è detto, che chi prega, certamente si salva; chi non prega certamente si danna.

Tutti i beati, eccettuati i bambini, si sono salvati col pregare.

Tutti i dannati si sono perduti per non pregare; se pregavano non si sarebbero perduti.

E questa è, e sarà la loro maggiore disperazione nell'inferno, l'aversi potuto salvare con tanta facilità, quant'era il domandare a Dio le di lui grazie, ed ora non essere i miseri più a tempo di domandarle.

Abbiamo un Avvocato se abbiamo peccato.

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. - (1Gv 2,1-2) 
 
Abbiamo un Retributore che ricompensa le opere compiute o omesse
Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male. (2Corinzi, 5,10)
 
 

Doveva soffrire molto

Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. (Mt 16,21)

 

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