"Non si turbi dunque il tuo cuore, e non abbia timore" (Gv 14,27). Credi in me e abbi fiducia nella mia misericordia.

AmoGesu2

Scritti di Santi e Beati

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Dobbiamo preferire la via comune alla via straordinaria.

Giova qui addurre un bell'avvertimento, che fa alle anime spirituali che desiderano di farsi sante, il dotto e piissimo mons. Palafox vescovo d'Osma, nell'annotazione sulla lettera XVIII di S. Teresa in cui la Santa scrive al suo confessore, e gli dà conto di tutti i gradi d'orazione soprannaturale, con cui il Signore l'aveva favorita.

Egli scrive che queste grazie soprannaturali, che Dio si degnò di fare a S. Teresa, ed ha fatte ad altri santi, non sono necessarie per giungere alla santità, poiché molte anime senza di esse vi sono giunte: e per contrario molte vi sono giunte, e poi si sono dannate.

Pertanto dice di esser cosa superflua anzi presuntuosa, il desiderare e cercare tali doni soprannaturali, mentre la vera ed unica strada per diventare un'anima santa è l'esercitarsi nelle virtù, nell'amare Dio; al che si arriva per mezzo dell'orazione, e col corrispondere ai lumi ed agli aiuti di Dio, il quale altro non vuole che vederci santi (1 Ts 4,3).

Quindi il suddetto pio scrittore, parlando dei gradi dell'orazione soprannaturale, di cui scriveva la Santa, cioè dell'orazione di quiete, del sonno e sospensione delle potenze, dell'estasi, del ratto, del volo ed impeto di spirito e della ferita spirituale.

Saggiamente scrive e dice:

- in quanto all'orazione di quiete, ciò che noi dobbiamo desiderare e domandare a Dio è, che ci liberi dall'attacco e dal desiderio dei beni mondani, che non danno pace, ma apportano inquietudine ed afflizione allo spirito: vanità delle vanità, ben li chiamò Salomone, ed afflizione di spirito (Ecli 1,2.14). Il cuore dell'uomo non troverà mai vera pace, se non si vuota di tutto ciò che non è Dio, per lasciare luogo al di Lui santo amore, affinché egli solo tutto lo possieda. Ma ciò l'anima da sé non può farlo; bisogna che l'ottenga dal Signore con replicate preghiere;

- in quanto al sonno e sospensione delle potenze, dobbiamo chiedere a Dio la grazia di tenerle sopite per tutte le cose temporali, e solamente tenerle sveglie per considerare la divina bontà e per ambire l'amor divino, ed i beni eterni;

- in quanto all'unione delle potenze, preghiamo che ci doni la grazia di non pensare, di non cercare, e di non volere se non quello che vuole Iddio; poiché tutta la santità e la perfezione dell'amore consiste nell'unire la nostra volontà con la volontà del Signore;

- in quanto all'estasi e ratto, preghiamo Dio, che ci tragga fuori dall'amor disordinato di noi stessi e delle creature per tirarci tutti a sé;

- in quanto al volo di spirito, preghiamolo a darci la grazia di vivere tutti staccati da questo mondo, e far come fanno le rondini che anche per alimentarsi non si fermano sulla terra, ma volando prendono il loro alimento: viene a dire che ci serviamo di questi beni temporali per quanto bisogna a sostenere la vita, ma sempre volando, senza fermarci sulla terra a cercare i gusti mondani;

- in quanto all'impeto di spirito, preghiamo Dio, che ci doni il coraggio e la fortezza di farci violenza tanto quanto bisogna per resistere agli assalti dei nemici, per superare le passioni, per abbracciare il patire anche in mezzo alle desolazioni e tedii spirituali;

- in quanto finalmente alla ferita d'amore, siccome la ferita con il suo dolore rinnova sempre la memoria del suo male, così dobbiamo pregare Iddio di ferirci talmente il cuore col suo santo amore, che abbiamo sempre a ricordarci della sua bontà, e dell'affetto che ci ha portato; e con ciò viviamo continuamente amandolo e compiacendolo con le nostre opere ed affetti.

Ma tutte queste grazie non si ottengono senza l'orazione; e con l'orazione, purché ella sia umile, confidente e perseverante, tutto si ottiene.

Abbiamo un Avvocato se abbiamo peccato.

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. - (1Gv 2,1-2) 
 
Abbiamo un Retributore che ricompensa le opere compiute o omesse
Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male. (2Corinzi, 5,10)
 
 

Doveva soffrire molto

Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. (Mt 16,21)

 

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