"Non si turbi dunque il tuo cuore, e non abbia timore" (Gv 14,27). Credi in me e abbi fiducia nella mia misericordia.

AmoGesu2

Scritti di Santi e Beati

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Necessità della perseveranza

E' necessario dunque che le nostre preghiere siano umili e confidenti; ma ciò non basta per conseguire la perseveranza finale e con quella la salute eterna.

Le preghiere particolari otterranno bensì le particolari grazie che a Dio si chiederanno, ma se non sono perseveranti, non otterranno la perseveranza finale, la quale, perché contiene il cumulo di molte grazie insieme, richiede moltiplicate preghiere, e continuate sino alla morte.

La grazia della salute non è una sola grazia, ma una catena di grazie, le quali tutte poi si uniscono con la grazia della perseveranza finale. Ora a questa catena di grazie deve corrispondere un'altra catena, per così dire, delle nostre preghiere. Se noi trascurando di pregare spezziamo la catena delle nostre preghiere, si spezzerà ancora la catena delle grazie che ci devono ottenere la salute e non ci salveremo.

E' vero che la perseveranza finale non si può da noi meritare, come insegna il Concilio di Trento, dicendo: “Non può ottenersi da nessun altro, se non da Colui che ha la potenza di rendere stabile quello che sta, acciocché perseverantemente stia”.

Tuttavia, dice S. Agostino, che questo gran dono della perseveranza in qualche modo ben può meritarsi con le preghiere, cioè può impetrarsi pregando. E soggiunge il P. Suarez, che chi prega infallibilmente l'ottiene. Ma per ottenerlo e salvarsi, dice san Tommaso, è necessaria una perseverante e continua preghiera.

E prima lo disse più volte il nostro medesimo Salvatore: Bisogna sempre orare, né mai stancarsi (Lc 18,1).

Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo (Lc 21,36).

Lo stesso sta detto prima nel Vecchio Testamento: Nessuna cosa ti ritenga dal sempre orare (Ecli 18,22). Benedici Dio in ogni tempo e pregalo, che regga i tuoi andamenti (Tb 4,20).

Quindi l'Apostolo inculcava ai suoi discepoli, che non lasciassero mai di pregare: Orate senza interruzione (1 Ts 5,17). Siate perseveranti nell'orazione, vegliando in essa (Col 4,2). Bramo adunque che gli uomini preghino in ogni luogo (1 Tm 2,8).

Il Signore certamente vuole dare la perseveranza, e la vita eterna. Ma dice S. Nilo, non vuol concederla se non a chi perseverante gliela domanda. Molti peccatori con l'aiuto della grazia giungono a convertirsi a Dio, ed a ricevere il perdono; ma poi perché lasciano di cercare la perseveranza, tornano a cadere e perdono tutto.

Abbiamo un Avvocato se abbiamo peccato.

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. - (1Gv 2,1-2) 
 
Abbiamo un Retributore che ricompensa le opere compiute o omesse
Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male. (2Corinzi, 5,10)
 
 

Doveva soffrire molto

Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. (Mt 16,21)

 

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