"Non si turbi dunque il tuo cuore, e non abbia timore" (Gv 14,27). Credi in me e abbi fiducia nella mia misericordia.

AmoGesu2

Scritti di Santi e Beati

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Motivi per cui Dio differisce di concederci la perseveranza finale.

Ma dirà taluno: giacché il Signore può e vuole darmi la santa perseveranza, perché non me la concede tutta in una volta, quando gliela domando?

Sono molte le ragioni che ne assegnano i santi Padri.

Iddio non la concede in una volta, e la differisce: primariamente per meglio provare la nostra confidenza; inoltre, dice S. Agostino, acciocché maggiormente noi la sospiriamo.

Scrive il Santo che i doni grandi richiedono grandi desideri giacché i beni presto ricevuti non si tengono poi in quel pregio, che si tengono quelli che per lungo tempo sono stati desiderati.

Inoltre lo fa, acciocché noi non ci scordiamo di Lui: se noi stessimo sicuri già della perseveranza e della nostra salute, e non avessimo continuo bisogno dell'aiuto di Dio, per conservarci nella sua grazia e salvarci, facilmente ci scorderemmo di Dio.

Il bisogno fa che i poveri frequentino le case dei ricchi.

Onde il Signore per tirarci a sé, come dice S. Giovanni Crisostomo, per vederci spesso ai piedi suoi, affinché possa così maggiormente beneficarci, a questo fine si trattiene di darci la grazia completa della salute sino al tempo della nostra morte.

Inoltre lo fa, secondo lo stesso Crisostomo, affinché noi col proseguire nella preghiera ci stringiamo maggiormente a Lui con dolci legami d'amore. Quel continuo nostro ricorrere a Dio con le preghiere, e quell'aspettare con confidenza da Lui le grazie che desideriamo, oh, che grande incentivo e vincolo d'amore è, per infiammarci e legarci più strettamente con Dio!

Ma sino a quando si ha da pregare? Sempre, risponde il medesimo Santo, sino che riceviamo la sentenza favorevole della salute eterna, vale a dire sino alla morte: “Non cessare di pregare, finché non ottieni”. E soggiunge che colui il quale dice: Io non lascerò di pregare fintanto che non mi salvo, quegli certamente si salverà. Se dirai: se non otterrò, non cesserò dal pregare, certamente otterrai.

Scrive l'Apostolo, che molti corrono al pallio, ma quell'uomo solamente lo riceve, che giunge a prenderlo: Non sapete voi che quelli che corrono nello stadio, corrono veramente tutti, ma uno solo riporta la palma? Correte in guisa da far vostro il premio (1 Cr 9,24). Non basta dunque il pregare per salvarci, bisogna che preghiamo sempre, finché arriviamo a ricevere la corona che Dio promette, ma promette solamente a coloro che sono costanti a pregarlo sino alla fine.

Abbiamo un Avvocato se abbiamo peccato.

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. - (1Gv 2,1-2) 
 
Abbiamo un Retributore che ricompensa le opere compiute o omesse
Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male. (2Corinzi, 5,10)
 
 

Doveva soffrire molto

Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. (Mt 16,21)

 

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