"Non si turbi dunque il tuo cuore, e non abbia timore" (Gv 14,27). Credi in me e abbi fiducia nella mia misericordia.

AmoGesu2

Scritti di Santi e Beati

.................................. 

Conclusione: non dobbiamo mai cessare di pregare.

Sicché se vogliamo salvarci, dobbiamo fare come faceva Davide, che teneva sempre gli occhi rivolti al Signore, per implorare il suo soccorso, e non restare vinto dai suoi nemici: Gli occhi miei sono sempre rivolti al Signore: perché egli trarrà dai lacci i miei piedi (Sal 24,15).

Siccome il demonio, non lascia di tenderci continue insidie per divorarci, secondo quel che scrive san Pietro (1 Pt 5,8), così dobbiamo noi continuamente star con le armi alla mano, per difenderci da un tal nemico, e dire col Profeta regale: Io non lascerò mai di combattere, sino a tanto che non vedrò sconfitti i miei avversari (Sal 17,37).

Ma come potremo noi ottenere questa vittoria, così per noi importante e così difficile?

Solo con le preghiere, ci risponde sant'Agostino, ma preghiere perseverantissime.

E sino a quando? Sino che durerà il combattimento.

Siccome di continuo dobbiamo combattere, così, dice S. Bonaventura, di continuo dobbiamo chiedere a Dio l'aiuto per non essere vinti.

Guai, dice il Savio, a chi in questa battaglia lascia di pregare! (Ecli 2,16).

Ci avvisa l'Apostolo che noi ci salveremo, ma con questa condizione: se saremo costanti a pregare sempre con confidenza sino alla morte (Eb 3,6).

Diciamo dunque con lo stesso Apostolo, animati dalla misericordia di Dio, e dalle sue promesse: chi avrà da dividerci dall'amore di Gesù Cristo? Forse la tribolazione, il pericolo di perdere i beni di questa terra? le persecuzioni dei demoni o degli uomini? i tormenti dei tiranni? (Rm 8,35). No, egli diceva, nessuna tribolazione, nessuna angustia, pericolo, persecuzione o tormento potrà mai separarci dall'amore di Cristo: perché vinceremo tutto col divino aiuto, e combattendo per amore di quel Signore che ha data la vita per noi (Rm 8,37).

Il P. Ippolito Denazzo in quel giorno in cui risolse di lasciar la prelatura di Roma, e di darsi tutto a Dio, con l'entrare nella Compagnia di Gesù, temendo della sua infedeltà per causa della debolezza, diceva a Dio: “Signore, ora che mi sono dato tutto a voi, per pietà non mi abbandonate”. Ma sentì dirsi da Dio nel suo cuore: “Tu non mi abbandonare”. Più presto, gli diceva Iddio, io dico a te che tu non mi lasci. E così finalmente il servo di Dio, confidato nella divina bontà e nel suo aiuto, concluse dicendo: Dunque, mio Dio, voi non lascerete me, ed io non lascerò voi.

Se vogliamo in conclusione che Dio non ci lasci, non dobbiamo lasciar noi di pregarlo sempre a non abbandonarci. Facendo così certamente egli sempre ci assisterà, e non permetterà mai che lo perdiamo, e ci separiamo dal suo amore.

Ed a questo fine non solamente procuriamo di chiedere sempre la perseveranza finale, e le grazie necessarie per ottenerla, ma cerchiamo nello stesso tempo la grazia di continuare a pregare. Questo fu appunto quel gran dono che egli promise ai suoi eletti per bocca del Profeta: E spanderò sopra la casa di Davide, sopra Gerusalemme lo spirito di grazia e di orazione (Zc 12,10).

Oh che grazia grande è lo spirito delle preghiere, cioè la grazia che Dio concede ad un'anima di sempre pregare!

Non lasciamo adunque di chiedere sempre a Dio questa grazia, e questo spirito di preghiera, perché se pregheremo sempre, otterremo certamente dal Signore la perseveranza, ed ogni altro dono che desideriamo, poiché non può mancare la sua promessa di esaudire chi lo prega.

Con questa speranza di sempre pregare, possiamo tenerci per salvi (Rm 8,24).

“Questa speranza, diceva il Venerabile Beda, ci darà l'entrata sicura nella Città del Paradiso”

Viva Gesù nostro Amore e Maria nostra Speranza.

Abbiamo un Avvocato se abbiamo peccato.

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. - (1Gv 2,1-2) 
 
Abbiamo un Retributore che ricompensa le opere compiute o omesse
Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male. (2Corinzi, 5,10)
 
 

Doveva soffrire molto

Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. (Mt 16,21)

 

Lock full review http://8betting.co.uk/ 888 Poker