"Non si turbi dunque il tuo cuore, e non abbia timore" (Gv 14,27). Credi in me e abbi fiducia nella mia misericordia.

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Meditazioni sulla Passione e Vita di Gesù

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La presentazione del Signore davanti al sommo sacerdote Caifa, le tribolazioni di quella notte, il rinnegamento di Pietro e le percosse presso la colonna.

Penserai alla presentazione del Signore davanti al sommo sacerdote Caifa, alle tribolazioni di quella notte, al rinnegamento di Pietro e alle percosse presso la colonna.

Considera innanzitutto come dalla prima casa di Anna il Signore fu portato a quella del sommo sacerdote Caifa, dove tu devi accompagnarlo.

Qui vedrai eclissato quel sole di giustizia e offeso da sputi quel volto divino che gli angeli desiderano contemplare. Perché, quando il Salvatore, scongiurato in nome del Padre di dire chi era, rispose a questa domanda ciò che a lui conveniva, coloro che erano indegni di così alta risposta, accecati dallo splendore di così grande luce, si volsero contro di lui come cani rabbiosi e su di lui scaricarono tutta la loro ira e rabbia.

Lì tutti, a gara, gli danno colpi e schiaffi, con le loro bocche infernali sputano su quel volto divino, gli coprono gli occhi con un panno, lo percuotono sul viso e si prendono gioco di lui dicendo: "Indovina chi ti ha percosso" (Mt 26, 68 e Lc 22, 64).
O meravigliosa umiltà e pazienza del figlio di Dio! O bellezza degli angeli! Era quello un volto su cui sputare? Gli uomini quando vogliono sputare, voltano la faccia all'angolo più oscuro e in tutto quel palazzo non si trovò dunque luogo più oscuro del suo volto? Come non ti senti umiliato, tu che sei terra e cenere, da questo esempio?

Dopo di ciò, medita sulle sofferenze che il Salvatore affrontò in tutta quella dolorosa notte, perché i soldati che lo custodivano lo schernivano (come dice san Luca) e, per vincere il sonno della notte, non trovarono di meglio che deridere il Signore della divina maestà. Guarda dunque, anima mia, come il tuo dolcissimo sposo è esposto come un bersaglio alle frecce di tanti colpi e percosse che gli infliggono. O notte crudele! O notte senza pace, nella quale, mio buon Gesù, tu non dormivi e non dormivano coloro che avevano scelto per loro divertimento di tormentarti. La notte fu creata perché in essa tutte le creature si riposino e i sensi e le membra, stanchi del lavoro della giornata, recuperino le forze; ora i malvagi scelgono la notte per tormentare le tue membra e i tuoi sensi, ferendo il tuo corpo, affliggendo la tua anima, legando le tue mani, schiaffeggiando il tuo volto, riempiendolo di sputi, tormentando le tue braccia, perché nel tempo in cui tutte le membra sono solite giacere in riposo, tutte in te soffrissero e patissero. Che mattutini diversi da quelli, in quell'ora, ti avrebbero cantato i cori degli angeli nel cielo!

Lì dicono: Santo, Santo; qui: muoia, muoia, crucifige, crucifige. O angeli del paradiso, che udite le une e le altre voci! Che cosa avete provato vedendo così maltrattato sulla terra colui che voi trattate in cielo con tanta riverenza? Che cosa avete provato vedendo che Dio pativa tali offese proprio per coloro che gliele infliggevano? Chi ha mai visto una tal forma di carità, che porta ad affrontare la morte per liberare dalla morte colui stesso che la dà?

Le sofferenze di quella notte dolorosa crebbero con il rinnegamento di san Pietro, quel così intimo amico che era stato scelto per vedere la gloria della Trasfigurazione, che era stato onorato fra tutti col primato nella Chiesa, quello che era primo fra tutti e che non una ma tre volte, in presenza del Signore stesso, giura e spergiura di non conoscerlo, di non sapere chi sia. Oh, Pietro, è dunque questo un uomo così malvagio che ti vergogni persino di ammettere di averlo conosciuto? Guarda che questo significa che tu, primo dei Pontefici, lo condanni, facendo comprendere che egli sia persona tale da sentirsi disonorato di conoscerlo.

Quale offesa può essere più grande di questa? Si valse allora il Salvatore e guardò Pietro (Lc 22, 61). Gli occhi seguono quella pecorella smarrita. O sguardo di meravigliosa virtù! O sguardo silenzioso, ma grandemente significativo! Pietro ben comprese il linguaggio e la voce di quello sguardo, poiché quella del gallo non riuscì a svegliarlo e questo sì. Gli occhi di Cristo non solo parlano, ma operano, come dimostrano le lacrime di Pietro, che non escono tanto dagli occhi di Pietro quanto da quelli stessi di Cristo.

Dopo tutte queste offese, pensa alle percosse che il Salvatore sopportò alla colonna; perché il giudice, visto che non poteva placare la furia di quelle belve infernali, decise di sottoporlo a quella ben nota tortura, per vedere se fosse sufficiente a placare la rabbia di quei cuori crudeli, così che, appagati, cessassero di chiederne la morte.

Entra, dunque, ora, anima mia, con lo spirito nel pretorio di Pilato e porta con te le lacrime che ti saranno necessario per quello che lì vedrai e udrai.

Guarda come quei carnefici vili e feroci spogliano con tanta ferocia il Salvatore delle sue vesti e come egli se ne lascia spogliare con tanta umiltà senza aprire la bocca ne’ rispondere neppure una parola alle insolenze che gli lanciano. Guarda poi come legano quel santo corpo alla colonna per poterlo ferire a loro piacere dove e come vogliono. Guarda come era solo il Signore degli angeli tra così crudeli carnefici, senza avere in sua difesa né padrini né difensori che agissero in suo favore, né occhi che esprimessero compassione per lui. Guarda poi come cominciano con grandissima crudeltà a scagliare le loro fruste e le loro sferze su quelle delicatissime carni e come si aggiungono percosse a percosse, piaghe a piaghe, ferite a ferite. Vedrai poi coprirsi quel santissimo corpo di lividi, lacerarsi la pelle, uscire e scorrere da ogni parte il sangue. Ma, oltre tutto ciò, che spettacolo atroce quella così grande piaga aperta fra le spalle dove battevano tutti i colpi!

Pensa poi, terminate le percosse, come il Signore si sarà ricoperto e sarà andato per tutto il pretorio, cercando le sue vesti, in presenza di quei crudeli carnefici, senza che nessuno gli prestasse aiuto o soccorso ne’ gli desse uno di quei lavacri e refrigeri che si danno a coloro che restano feriti. Tutte questa sono cose degne di compassione, gratitudine, meditazione.

Abbiamo un Avvocato se abbiamo peccato.

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. - (1Gv 2,1-2) 
 
Abbiamo un Retributore che ricompensa le opere compiute o omesse
Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male. (2Corinzi, 5,10)
 
 

Doveva soffrire molto

Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. (Mt 16,21)

 

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