"Non si turbi dunque il tuo cuore, e non abbia timore" (Gv 14,27). Credi in me e abbi fiducia nella mia misericordia.

AmoGesu2

Meditazioni per ogni giorno della settimana

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Meditazione del Lunedì - L'esame dei tuoi peccati

Potrai dedicare questo giorno all'esame dei tuoi peccati e alla conoscenza di te stesso, per vedere nell'uno da quanti mali sei affetto e nell'altra che non hai nessun bene che non provenga da Dio che è il mezzo per raggiungere l'umiltà madre di tutte le virtù.

In primo luogo, per questo devi pensare alla moltitudine dei peccati della vita passata, soprattutto a quelli che hai commesso nel tempo in cui meno conoscevi e cercavi Dio. Se sai guardare bene, infatti, ti accorgerai che i peccati della vita passata si sono moltiplicati più dei capelli della tua testa e che sei vissuto allora come ateo che non sa nemmeno che cosa sia Dio e neanche lo cerca.

Passa quindi brevemente in rassegna i dieci comandamenti e i sette peccati mortali e ti accorgerai che non ce n'è nessuno in cui tu non sia caduto molte volte con l'opera, la parola o il pensiero.

In secondo luogo, pensa poi a tutti i benefici che hai ricevuto da Dio e al tempo della tua vita passata e guarda come lo hai impiegato, poiché dovrai renderne conto a Dio. Dimmi poi come hai speso la fanciullezza? e l'adolescenza? e la giovinezza? e tutti i giorni della vita passata?

In che cosa hai impegnato i sensi del corpo e le potenze dell'anima che Dio ti ha dato, perché tu lo conoscessi e lo servissi? In cosa hai adoperato i tuoi occhi se non nel guardare cose vane? In cosa le tue orecchie se non nell'ascoltare menzogne? In cosa la tua lingua se non in mille forme di imprecazioni e di mormorazioni? In cosa hai impiegato il tuo gusto, il tuo olfatto, il tuo tatto, se non nei piaceri e nelle blandizie dei sensi?

Che vantaggio hai tratto dai santi sacramenti che Dio ha istituito per aiutarti? Come lo hai ringraziato per i suoi benefici? Come hai risposto alle sue chiamate? Come hai usato la salute, le forze, i doni di natura e i beni che si dicono di fortuna e le disposizioni e tutte le opportunità di vivere rettamente ?

Che cura hai avuto del tuo prossimo che Dio ti ha affidato e delle opere di misericordia che ti ha indicato di praticare?

Che cosa risponderai quindi il giorno della resa dei conti quando Dio ti dirà: "Che cosa sento dire di te? Rendi conto di ciò che ti ho affidato, della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare, perché io non voglio più che te ne occupi” (Lc 16, 2)

Oh, albero secco e pronto per l'eterno tormento! Cosa risponderai nel giorno in cui ti chiederanno conto della tua vita e di tutti i suoi istanti?

In terzo luogopensa ai peccati che hai fatto e fai ogni giorno da quando hai aperto gli occhi alla conoscenza di Dio e ti accorgerai che Adamo ancora vive in tè con molte delle sue radici e dei suoi vecchi costumi. Guarda come sei ribelle a Dio, quanto ingrato ai suoi doni, quanto restio alle sue ispirazioni, quanto pigro nelle opere del suo servizio, che non compi mai con quella prontezza e diligenza ne’ con quella purezza di intenzioni che dovresti avere.

Considera quanto sei duro con il prossimo e indulgente con te stesso, quanto amico della tua volontà, della tua carne, del tuo onore e di tutti i tuoi interessi.

Guarda ancora come sei superbo, ambizioso, irato, impulsivo, vanaglorioso, invidioso, malizioso, amante dei tuoi comodi, volubile, volgare, sensuale, sollecito ai divertimenti e alle chiacchiere, alle risate e alle ciarle. Guarda quanto sei incostante nei buoni propositi, quanto sconsiderato nelle tue parole, sprovveduto nelle tue opere e quanto vile e pavido in ogni impresa importante.

In quarto luogo, considera la moltitudine delle tue colpe, esamina la loro gravità, per vedere come da ogni parte è cresciuta la tua miseria.

A tal fine, devi considerare nei peccati della vita passata queste tre circostanze:

  • Contro chi hai peccato
  • perché hai peccato
  • in quale maniera hai peccato.

Se guardi contro chi hai peccato, ti accorgerai che hai peccato contro Dio, la cui bontà e maestà è infinita e i cui doni e la cui misericordia nei riguardi dell'uomo superano la sabbia del mare.

E poi, perché hai peccato? Per un punto d'onore, per un bestiale piacere, per un filo d'interesse e, molte volte neppure per quello, per pura abitudine e disdegno di Dio.

Ma in che modo hai peccato? Con tanta facilità, con tanta sfacciataggine, tanto senza scrupoli, quanto senza timore e a volte con tanta disinvoltura come se peccassi contro un Dio da burla, che non sa ne’ vede ciò che accade nel mondo.

Era questo dunque l'onore che dovevi a così alta maestà? Questa la gratitudine per tanti doni? Così ripaghi il sangue prezioso che si sparse sulla croce e le percosse e i colpi che furono ricevuti per te?

O miserabile per quello che hai perduto e ancora di più per quello che hai fatto e ancora, ancora di più se, con tutto ciò, non avverti la tua perdizione!

Dopo di ciò, ti sarà di gran profitto fissare la tua attenzione sul tuo nulla, cioè sul fatto che tu, da parte tua, non hai altro che nulla e peccato, poiché tutto il resto è di Dio.

È chiaro infatti che i beni di natura come quelli di grazia, che sono più grandi, sono suoi, sua è la grazia della predestinazione (che è la fonte di tutte le altre grazie), sua quella della vocazione, sua la grazia concomitante e sua la grazia della perseveranza e sua la grazia della vita eterna. Che hai infatti di cui poterti gloriare, se non del tuo nulla e del tuoi peccati?

Nulla sei, nulla vali, nulla puoi senza la grazia di Dio, senza il suo aiuto, senza che Lui ti sostenga in vita, senza il suo contributo efficace, senza di Lui sei niente e peccato.

Fermati un poco a considerare questo essere nulla e solo questo metti a tuo credito e tutto il resto attribuiscilo a Dio, per vedere chiaramente e tangibilmente chi sei tu e chi è lui, quanto sei povero tu e quanto è ricco lui e, di conseguenza, quanto poco devi confidare in te stesso e stimarti e quanto confidare in lui, amare lui e gloriarti in lui.

Considera quindi tutte le cose suddette e valutati nel modo più infimo possibile.

Pensa che non sei altro che una canna che oscilla ad ogni vento, senza virtù, senza fermezza, senza stabilità, senza nessuna consistenza. Pensa che sei un Lazzaro morto da quattro giorni, un corpo corrotto e fetido da cui tutti distraggono gli occhi per non vedere.

Fa' conto di presentarti così di fronte a Dio e ai suoi angeli e sentiti indegno di alzare gli occhi al cielo, di essere sostenuto dalla terra e servito dalle creature, sentiti indegno persino del pane che mangi e dell'aria che respiri.

Prostrati con la pubblica peccatrice ai piedi del Salvatore, con il volto confuso e con la vergogna che dovrebbe patire una donna che avesse tradito il marito e, con tutto il dolore e il pentimento del tuo cuore, chiedigli perdono dei tuoi errori e implora che, per la sua infinita pietà e misericordia, ti acconsenta di tornare ad accoglierti nella sua casa.

 

Abbiamo un Avvocato se abbiamo peccato.

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. - (1Gv 2,1-2) 
 
Abbiamo un Retributore che ricompensa le opere compiute o omesse
Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male. (2Corinzi, 5,10)
 
 

Doveva soffrire molto

Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. (Mt 16,21)

 

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