"Non si turbi dunque il tuo cuore, e non abbia timore" (Gv 14,27). Credi in me e abbi fiducia nella mia misericordia.

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Adorazione Eucaristica

santissimo sacramento

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VISITA XVIII - Gesù, per nostro amore, è venuto a stare nel Sacramento dell'altare.

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Un giorno nella valle di Giosafat siederà Gesù in trono di maestà; ma ora nel SS. Sacramento siede in trono d'amore. Se il re per dimostrare l'amore che porta ad un pastorello venisse ad abitare dentro il suo villaggio dove egli sta, quale ingratitudine sarebbe se il pastorello spesso non l'andasse a visitare, sapendo che il re tanto desidera di vederlo, e che per aver occasione di spesso vederlo, ivi si è portato? Ah Gesù mio, per mio amore, già intendo, voi siete venuto a starvene nel Sacramento dell'altare. Vorrei dunque notte e giorno, se mi fosse dato, starmene alla presenza vostra. Se gli angeli, o Signor mio, non lasciano di starvi intorno, stupiti dell'amore che ci portate, è ragione ch'io vedendovi per mio motivo in questo altare, vi contenti almeno con lo starmene davanti a voi a lodare l'amore e la bontà, che avete per me: A te voglio cantare davanti agli angeli, mi prostro verso il tuo tempio santo. Rendo grazie al tuo nome per la tua fedeltà e la tua misericordia (Sal 137, 1-2).

O Dio sacramentato, o pane degli angeli, o cibo divino, io vi amo; ma né io né voi siete contento del mio amore. Vi amo, ma vi amo troppo poco. Fate voi, Gesù mio, che io conosca la bellezzà e la bontà immensa che amo. Fate che il mio cuore scacci tutti gli affetti terreni e dia tutto il luogo al vostro divino amore. Voi per innamorarmi tutto di voi e per unirvi tutto a me scendete ogni giorno dal cielo sugli altari; è ragione che io non pensi ad altro che ad amarvi, ad adorarvi, e a darvi gusto. Vi amo con tutta l'anima mia, vi amo con tutti gli affetti miei. Se mi volete ripagare quest'amore, datemi più amore, più fiamme, che mi facciano sempre più amarvi e più desiderare di darvi gusto.

Giac. Gesù amore, datemi amore.

A Maria

Conforme quei poveri infermi che per le loro miserie sono abbominati da tutti e trovano solo ricovero nei pubblici ospedali; così i peccatori più miserabili, benché da tutti discacciati, non sono però discacciati dalla misericordia di Maria che Dio a questo fine ha posta nel mondo per esser il ricetto, l'ospedale pubblico dei peccatori, come dice S. Basilio: Dio ha offerto ai peccatori un pubblico ospizio. Onde S. Efrem la nomina ancora Rifugio dei peccatori.: il ricettacolo dei peccatori. Dunque, Regina mia, se io ricorro a voi, voi non mi potete discacciare per li peccati miei; anzi quanto più misero io sono, tanto più ho ragione di essere accolto nella vostra protezione, giacché Dio per rifugio dei più miseri vi ha stabilita. Sicché a voi ricorro, o Maria; sotto il vostro manto io mi metto. Voi siete il rifugio dei peccatori; voi dunque siate la speranza della salute mia. Se voi mi cacciate dove ricorrerò?

Giac. Maria, rifugio mio, salvatemi.

Abbiamo un Avvocato

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. - (1Gv 2,1-2)
 
 

Doveva soffrire molto

Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. (Mt 16,21)

 

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