"Non si turbi dunque il tuo cuore, e non abbia timore" (Gv 14,27). Credi in me e abbi fiducia nella mia misericordia.

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VISITA XXII - Gesù Sacramentato, amore infinito, degno d'infinito amore!

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Andava la Sposa dei sacri Cantici cercando il suo diletto, e non trovandolo andava dimandando: Avete visto l'amato del mio cuore? (Ct 3,3). Allora non vi era Gesù in terra: ma ora, se un'anima che ama Gesù lo va cercando, lo trova sempre nel SS. Sacramento.

Diceva il V.P. Maestro Avila che fra tutti i santuari non sapeva trovare né desiderare santuario più amabile, che una chiesa dove sta il SS. Sacramento.

Oh amore infinito del mio Dio, degno d'infinito amore! Oh come avete potuto, Gesù mio, arrivare ad abbassarvi così tanto che per trattenervi con noi e per unirvi ai noi vi siete umiliato fino a nascondervi sotto le specie di pane?

O Verbo Incarnato, voi siete sommo nell'umiliarvi, perché siete sommo nell'amare. Come posso io non amarvi con tutto me stesso, sapendo quanto avete fatto per conquistare il mio amore? Io vi amo assai, e perciò antepongo il vostro compiacimento ad ogni mio interesse, ad ogni mia soddisfazione. Il gusto mio è solo di dar gusto a voi, mio Gesù, mio Dio, mio amore, mio tutto.

Accendete in me una gran fame di stare continuamente ad adorare voi sacramentato, e di ricevervi e tenervi compagnia e conversazione. Sarei un ingrato se non accettassi così dolce e cortese invito. Ah Signore, distruggete in me tutto l'affetto alle cose create. Voi volete che solo voi, mio Creatore, siate il segno di tutti i miei sospiri, di tutti gli amori miei. Vi amo, bontà amabilissima del mio Dio. Non cerco da voi altro che voi. Non voglio i contenti miei, voglio e mi basta il contento vostro. Accettate, Gesù mio, questo buon desiderio di un peccatore che vi vuol amare. Aiutatemi con la vostra grazia: fate ch'io misero schiavo dell'inferno sia da ogg'innanzi schiavo felice del vostro amore.

Giac. Vi amo Gesù mio bene sopra ogni bene.

A Maria

Dolcissima Signora e madre mia, io sono un vile ribelle del vostro gran Figlio; ma pentito vengo alla vostra pietà acciocché mi otteniate il perdono. Non mi dite che non potete, mentre S. Bernardo vi chiama la ministra del perdono: Ministra del perdono.

A voi ancora tocca l'aiutare chi sta in pericolo, chiamandovi S. Efrem: Soccorritrice di chi è nel pericolo.

Signora mia, chi sta più in pericolo di me? Io ho perduto Dio: è certo che sono stato condannato all'inferno: non so se ancora Dio mi ha perdonato: posso tornare a perderlo. Ma voi potete ottenermi tutto, e da voi io spero ogni bene, il perdono, la perseveranza, il paradiso. Io spero d'essere uno di coloro nel regno dei beati che più loderanno le vostre misericordie, o Maria, salvandomi per la vostra intercessione.

Giac. Canterò per l'eternità la Misericordia e la Clemenza di Maria. Amen, amen.

Abbiamo un Avvocato

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. - (1Gv 2,1-2)
 
 

Doveva soffrire molto

Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. (Mt 16,21)

 

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