"Non si turbi dunque il tuo cuore, e non abbia timore" (Gv 14,27). Credi in me e abbi fiducia nella mia misericordia.

AmoGesu2

Adorazione Eucaristica

santissimo sacramento

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VISITA XXVIII - Chiedete al Padre nel mio nome e vi sarà dato.

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Avendoci Dio donato il suo medesimo Figlio, dice S. Paolo, qual bene mai noi possiamo temere che ci abbia a negare? Come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? (Rom 8,32).

Sappiamo già che l'Eterno Padre tutto quello che ha lo ha dato a Gesù Cristo: Il Padre gli aveva dato tutto nelle mani (Gv 13,3). Ringraziamo sempre dunque la bontà, la misericordia, la liberalità del nostro amantissimo Dio che ha voluto renderci ricchi d'ogni bene e di ogni grazia nell'averci dato Gesù nel Sacramento dell'altare: In lui siete stati arricchiti di tutti i doni; nessun dono di grazia vi manca (1 Cor 1, 5-7).

Sicché, o Salvatore del mondo, o Verbo umanato, io posso pensare che voi siete mio e tutto mio se io vi voglio: ma posso dire insieme che io sono tutto vostro che mi volete? Ah, Signor mio, rimediate a non far vedere nel mondo questo sconcerto e questa ingratitudine, che io non abbia ad essere vostro quando voi mi cercate e mi volete!

Ah non sia mai. Se ciò è stato per il passato, non sia più per l'avvenire. Io risolutamente oggi mi consacro tutto a voi: vi consacro nel tempo e nell'eternità la mia vita, la mia volontà, i miei pensieri, le mie azioni, i miei patimenti. Eccomi tutto vostro; qual vittima a voi consacrata, mi licenzio dalle creature e tutto a voi mi offro. Consumatemi con le fiamme del vostro divino amore. Non voglio no che del mio cuore ne abbiano più parte le creature.

I segni che mi avete fatti vedere dell'amore che mi portaste allora quando io non vi amavo, mi fanno sperare che certamente mi accettiate ora che vi amo un poco, e per amore a voi mi dono.

Eterno Padre, io vi offro oggi tutte le virtù, gli atti, gli affetti del Cuore del vostro caro Gesù. Accettateli per me e per i meriti suoi che tutti sono miei, mentr'egli a me l'ha donati: concedetemi quelle grazie che Gesù vi domanda per me.

Con questi meriti io vi ringrazio di tante misericordie usatemi. Con questi soddisfo quello che vi debbo per li peccati miei. Per questi spero ogni grazia da voi, il perdono, la perseveranza, il paradiso, e sopra tutto il sommo dono del vostro puro amore.

Vedo già che a tutto sono io che pongo impedimento, ma a ciò ancora voi rimediate. Io vi prego per amore di Gesù Cristo il quale ha promesso: Qualunque cosa chiederete al Padre nel mio nome, vi sarà data (Gv 14,13). Dunque non me lo potete negare. Signore, io non voglio che amarvi, che donarmi a voi intieramente, e non vedermi più ingrato come sono stato sino ad ora. Guardatemi ed esauditemi; fate che oggi sia il giorno che io tutto mi converta a voi, per non lasciare mai più d'amarvi. Vi amo, mio Dio, vi amo, bontà infinita; vi amo, mio amore, mio paradiso, mio bene, mia vita, mio tutto.

Giac. Gesù mio, tutto mio; voi mi volete, io vi voglio.

A Maria

Quanto mi sento sollevare nelle miserie mie e quanto consolare nelle mie tribolazioni; quanto conforto io provo nelle tentazioni, quando mi ricordo e chiamo voi in aiuto, o mia dolcissima e santissima madre Maria.

Sì, che ben avete ragione, o santi, di chiamare la mia Signora Porto dei tribolati: Portus vexatorum, come S.Efrem; Ristoro delle miserie: Restauratio calamitatum nostrarum; Sollievo dei miserabili: Solatium miserorum, S. Bonav.; il riposo delle nostre lacrime: Requies gemituum nostrorum, S. Germano.

Maria mia, consolatemi voi; io mi vedo pieno di peccati e circondato da nemici, senza virtù, freddo nell'amore verso Dio. Consolatemi, consolatemi, e la consolazione sia di farmi cominciare una nuova vita: vita che veramente gradisca al vostro Figlio e a voi.

Giac. Mutatemi, Maria madre mia, mutatemi, voi lo potete fare.

Abbiamo un Avvocato

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. - (1Gv 2,1-2)
 
 

Doveva soffrire molto

Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. (Mt 16,21)

 

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