"Non si turbi dunque il tuo cuore, e non abbia timore" (Gv 14,27). Credi in me e abbi fiducia nella mia misericordia.

AmoGesu2

Preghiere, annotazioni.

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Non cercate mai di sostentarvi con espedienti umani

Cammino di perfezione di Santa Teresa d’Avila - cap. 2

Mostra come non ci si debba preoccupare delle necessità corporali e quale sia il vantaggio della povertà.

1. Non pensate, sorelle mie, che per questo non dobbiate avere di che mangiare, ve l’assicuro io. Non cercate mai di sostentarvi con espedienti umani, perché morirete di fame e giustamente. Tenete gli occhi fissi sul vostro Sposo; è lui a dovervi provvedere del necessario.

Una volta che egli è contento di voi, anche coloro che vi sono meno affezionati vi daranno da mangiare, loro malgrado, come l’esperienza vi ha fatto constatare. Se poi, così facendo, doveste morire di fame, fortunate le monache di san Giuseppe! Ve lo dico io. Le vostre preghiere saranno accolte e faranno qualcosa di ciò che ci siamo prefisse!

Non dimenticatelo mai, per amor di Dio, figlie mie: poiché avete rinunziato alle rendite, rinunziate ugualmente a ogni preoccupazione circa il vostro nutrimento, altrimenti tutto sarebbe perduto. Coloro che, per volere di Dio, hanno siffatte preoccupazioni, le abbiano pure! È giustissimo, perché essi seguono la loro strada, ma per noi, sorelle, è una pazzia.

2. Contare sulle rendite altrui è, secondo me, pensare vanamente a ciò di cui il prossimo gode; come se con questo gli altri possano cambiare parere e si sentano ispirati a farvi l’elemosina. Lasciate questa cura a colui che può toccare tutti i cuori ed è il padrone delle rendite e di chi le possiede. Noi siamo venute qui seguendo la sua chiamata; le sue parole sono veritiere, perciò si realizzano sempre: passeranno piuttosto i cieli e la terra. Non veniamogli meno noi e non temiamo che egli ci venga meno. E, se talvolta egli ci verrà meno, sarà per un maggior bene, come accadeva ai santi, che, quando venivano uccisi per il Signore, vedevano aumentare la gloria a causa del martirio. Bel cambio sarebbe farla presto finita con tutto e godere l’eterna felicità!

3. Considerate, sorelle, l’importanza di questa raccomandazione; il motivo per cui la lascio qui per iscritto è che non la dimentichiate dopo la mia morte; finché vivo, infatti, ve la ricorderò io stessa, conoscendo per esperienza il gran profitto che si ottiene dal metterla in pratica. Meno si possiede, più si è liberi da preoccupazioni, e il Signore sa che mi pare di avere maggiore pena quando le elemosine abbondano che non quando ci mancano. Non so se ciò avvenga per avere ormai visto che il Signore ci viene subito in aiuto. Sarebbe ingannare il mondo se fosse altrimenti: farci passare per povere, senza esserlo nello spirito, ma solo esteriormente. Me ne farei uno scrupolo di coscienza, come suol dirsi, e mi sembrerebbe d’essere una di quelle ricche che chiedono l’elemosina. Piaccia a Dio che non sia così, perché là dove esistono queste preoccupazioni esagerate di avere elemosine, una volta o l’altra si finisce col contrarne l’abitudine e con l’andare a chiedere ciò che non è necessario a chi forse ha più bisogno di noi. Anche se i benefattori, lungi dal perdere alcunché, non potrebbero che guadagnare, noi perderemmo di sicuro. Dio non voglia, figlie mie!

Abbiamo un Avvocato

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. - (1Gv 2,1-2)
 
 

Doveva soffrire molto

Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. (Mt 16,21)

 

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